La sindrome di Down è l'anomalia cromosomica più frequente nell'uomo ed è una condizione geneticamente determinata; un bambino ogni 750-800 nati vivi è portatore di 47 cromosomi (Trisomia 21 o Sindrome di Down) anziché 46.
I segni clinici principali sono: deficit intellettivo, malformazioni cardiache, anomalie ossee, alterazioni immunologiche, alterazioni endocrine in particolare a carico della tiroide, alta incidenza di epatiti croniche, strabismo, senenza precoce. Attualmente i soggetti Down vivono più a lungo di quando infezioni o complicazioni cardiache determinavano la maggior parte dei decessi. Questo è l'aspetto clinico.
È da segnalare che negli ultimi anni un'altra dimensione si è progressivamente accompagnata nello studio della sindrome: quella dell'integrazione. Il mutato atteggiamento da parte degli stessi genitori nei confronti dei propri figli trisomici sta progressivamente ridipingendo il quadro fino ad oggi conosciuto sulla sindrome di Down.
Gli sforzi compiuti fino ad oggi vogliono chiarire fino a che punto i comportamenti dei trisomici siano imputabili agli aspetti clinici della sindrome, piuttosto che a un atteggiamento culturale nei confronti della trisomia 21. Un atteggiamento di rigetto da parte della famiglia nei confronti del neonato trisomico determinerebbe solamente un effetto dannoso ai fini dell'apprendimento, che si ripercuoterebbe con effetti amplificati sulle già deboli capacità cognitive.
A questo proposito, un dato molto interessante, il cui significato è alla base del progetto OLTRE LE DIVERSITÀ, è emerso dalle ricerche più recenti: i soggetti che vivono in istituti per ritardati mentali presentano un aggravamento degli aspetti biologici e immunologici rispetto ai soggetti che conducono una normale vita in famiglia.
Tutti gli uomini devono essere considerati come SISTEMI APERTI, soggetti a essere significativamente modificati dall'intervento ambientale. Tale visione contrasta con la teoria secondo la quale il livello più alto di funzionamento dell'individuo è determinato unicamente dal suo patrimonio genetico, implicando quindi poca modificabilità... (REUVEN FEUERSTEIN, Yaacov Rand, John E. Rynders, "NON ACCETTARMI COME SONO").